Vigna e tigna

IL PROGETTO

Qual è l’idea che sta dietro al progetto StradeDiWine?

Quando ero piccolo mio nonno mi portava a Colonna a prendere il vino da zio Guido. Vigne e viti a perdità d’occhio, per me che ero piccolino, caldo e sole, quel vino bianco e i bicchieri dell’osteria. Zio Guido, la faccia rossa cotta dal sole e scavata dalla fatica, convivialità, e qualche sorso di vino anche per me promettendo di non dirlo alla mamma.

Questo è il primo ricordo che ho in assoluto riguardo al vino.
Il vino di zio Guido non era nulla di eccezionale, bisogna dirlo, ma si aveva la sensazione che fosse genuino, che ci fosse storia e tradizione familiare.
Qualche volta mi è capitato di accendere la candela di zolfo nelle botti, da li capii da dove provenisse quell’odore acre nel vino dello zio.

Ricordo il bicchiere che usavo dai nonni, che aveva un rilievo vicino al bordo. Quello era il livello di vino che potevo aggiungere dopo averlo riempito d’acqua per diluirlo.

Il vino, insomma, è sempre stato presente nella famiglia più per tradizione ed alimento che come prodotto di eccellenza o di ricerca. Non saprei dire nemmeno che tipo di vitigno coltivasse lo zio, non lo sanno nemmeno i miei nonni e forse non lo sapremo mai.

Quello che però quel vino porta con sé è la passione, la fatica, la dedizione, la tradizione.
Nonna dice sempre che ci ‘c’ha la vigna c’ha la tigna’, nel senso che la cura della vigna richiede una enorme quantità di lavoro e di completa dedizione.

La scoperta

Anni dopo capii che il vino poteva essere anche un prodotto di eccellenza, di conoscenza, di tradizione più ampia, di cultura legata al territorio.
Di persone diverse, di vini diversi in tutta l’Italia, in Europa e in diverse parti del mondo.

La voglia di intraprendere un percorso che mi conducesse ad una conoscenza più approfondita delle cose del vino mi aveva sempre solleticato. Mi furono consigliati dei libri ma all’epoca avevo a che fare col percorso da ingegnere e non potevo o forse neanche volevo aggiungere letture oltre quelle già obbligatorie per il mio percorso di studi.

Lasciai questa curiosità nel cassetto. Per un po’.
Nel frattempo cercavo di farmi una cultura bevendo quanti più vini potevo e che le mie tasche potessero permettersi cercando tra gli scaffali del supermercato. Ovviamente questa fu la strada più difficoltosa per cercare di capirci qualcosa.

I corsi

Qualche anno fa tra i colleghi ho trovato degli appassionati come me ed insieme abbiamo deciso di frequentare dei corsi di avvicinamento al vino molti dei quali fatti presso Eataly.
Qui ho potuto saggiare veramente la vastità dell’argomento.
Come storia, come tradizione, come varietà, come modi di interpretazione, come metodi di coltivazione, metodi di raccolta, trattamento, affinatura il vino non ha eguali. Fu come passare dal dizionario all’enciclopedia.
Un trauma per certi versi, una scoperta entusiasmante e coinvolgente per altri.

Cominciai a sviluppare una certa conoscenza. La teoria mi aiutava a scegliere e sopratutto a capire perché una cosa mi piacesse ed un altra invece no. Dalle nozioni di base dei vitigni aromatici a quale fosse il vitigno del prosecco arrivarono una quantità di informazioni.

StradeDiWine

Il primo progetto riguardante il vino partì 4 anni fa.
Non ho perso le speranze al riguardo ma nel tempo si è trasformato in StradeDiWine.
Molte associazioni impartiscono corsi esaustivi ed enciclopedici sul vino e vi invitiamo, se interessati, a fare almeno qualche corso di avvicinamento.
Quello in cui siamo impegnati noi se possiamo è quello di mettere in contatto dei semplici appassionati e informati come noi con le eccellenze del territorio che ci circonda.
La visita alla cantina, la chiacchiera, la condivisione, l’incontro e il buon bere è lo scopo che ci anima. In qualche modo l’espressione e la valenza che zio Guido dava al vino non vogliamo che sia persa e anzi, vorremmo conoscere tutte quelle realtà di eccellenza che con sacrificio e passione portano avanti la loro interpretazione del vino.

Così, per esempio, ho conosciuto Cantine Sant’Andrea che organizza sovente visite guidate e ci racconta della difficoltà di portare l’acqua ed innaffiare ogni singola barbatella in un podere privo di pozzi e praticabile solo con una mulattiera. Da quel terreno oggi viene HUM, che vi consiglio vivamente di assaggiare!
Ho potuto conoscere Merumalia e il signor Luigi che affianca al suo primo interesse, la fisica, la sua passione per il vino producendo un ottimo Frascati Superiore alle porte di Roma in maniera biologica.

Ecco, questo è quello che auguriamo a tutti voi con questo progetto:
la condivisione, l’incontro, del buon vino, la valorizzazione del territorio e il calore di zio Guido.

StradeDiWine

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